Sharm-El-Sheikh 

2001

Sono in strada al mattino presto, mentre vado a prendere David, scorgo i termometri lungo la strada, indicano -6/7°, sulla spianata di Malpensa anche -8/9!
Da tempo penso che sia cosa da pazzi vivere l'inverno a queste latitudini: vedo folle di sciatori che dalle code metropolitane passano alla code agli ski-lift, e mi sembrano solo degli estremisti del peggio... Anche se la mia reazione è stata altrettanto radicale: "Al caldo, io vado a Sharm!"
Ci si mette il solito contrattempo e con tre ore di ritardo partiamo, comunque, Sharm o morte era il mio pensiero, e poi il mio abbigliamento era già leggero, se tornavo indietro, congelavo!
Così in meno di un paio d'ore siamo sopra Alessandria, non la amena città piemontese, ma bensì sulle coste mediterranee dell'Egitto. Ho detto mediterranee? Ma che diamine, mare ancora troppo freddo per i miei gusti. Ancora più giù. Attraversiamo il Nilo, ma quale visione! Una larga striscia verde in mezzo al giallo ocra spento del Sahara orientale, e mi spiego ora ciò che la mia maestra mi diceva a scuola, che il Nilo era una vera manna, e solo grazie a lui s'è sviluppata la civiltà in Egitto, grazie alla navigazione, l'acqua ed il limo, che fertilizza la terra rendendo il miracolo della vegetazione nel deserto che più deserto non si può.
Ma che verde quel verde! Poi, blu, profondo, il blu del Mar Rosso, siamo sotto al canale di Suez, ma questo mare accidenti, è blu, molto blu, non rosso!
Il 737 si abbassa, l'aria tersa rende limpida e luminosa la visione, e quando l'aereo si allinea per l'atterraggio, la vista della costa intorno a Sharm-El-Sheikh è sublime: passiamo proprio sopra a Ras Mohammed, il parco naturale dove si trova la più bella barriera corallina, e dove godiamo, si proprio godiamo del contrasto di colori, di soli due colori, dal blu profondo al giallo acceso, ma con un contrasto mai visto!
E si, noi amanti, intenditori del mare, sappiamo cosa vuol dire il mare con le sfumature dal blu all'azzurro chiaro, sappiamo la gioia che dà l'immersione nell'acqua trasparente, quella dove distingui tutto anche a trenta o quaranta metri...
Usciamo dall'aereo, scendiamo, Dio mio e suo (Allah, nda), ci saranno 22° e sono quasi le quattro! Vorrei baciare il suolo di questo angolo di paradiso. Una cosa è certa: non so cosa mi aspetti in paradiso, ma sicuramente non andrà mai sotto i 18°, e se nevica, sarà neve a 20°! E L'unico ghiaccio esistente sarà quello usato per il cuba libre!
Già nell'atrio degli arrivi ci attende il personale egiziano del nostro tour operator. Sono sempre stato avverso a viaggiare con intermediari tra me e il mondo; ma questa vacanzina non è proprio un viaggio, anzi è all'insegna del relax, e non voglio impegnarmi nemmeno mentalmente, anzi la mia mente deve essere libera di assaporare solo beatitudini a queste longitudini (m'è venuta così, la rima).
Ero stato avvisato della presenza, innocua ma fastidiosa, di numerosi portatori abusivi di valigie, così li dribblo tutti fino al pullman, non così per David, che vedo arrivare beato con il suo sherpa-egiziano, a cui dovrà allungare la mancia.
Così il nero pullman parte, accendendo il condizionatore... Dio mio e suo, ma vi rendete conto, il condizionatore in cooling al 22 dicembre alle 4pm! Ma in che razza di posto viviamo noi, che a quest'ora sarà già ampiamente sottozero?
Accendo il Gsm alla ricerca di una rete amica in roaming, amica si fa per dire quando scoprirò il costo delle telefonate.
Dall'aeroporto si arriva subito ai primi insediamenti alberghieri, mega complessi tutto sommato ben integrati nel panorama; siamo ancora lontani, per fortuna, dallo scempio di posti come Cancun, anche se un simile insediamento urbano 'artificiale' è stato e sarà micidiale per l'ambiente sottomarino, in inesorabile declino anche a decine di km di distanza.
Tutto sommato si respira aria di Egitto o meglio di 'Middle East', a differenza della Cancun americanizzata ed implasticata, qui un po' di originalità del posto è rimasta, o forse è solo meglio gestita, ci si accorge subito dal tipo di traffico, dal panorama delle montagne del Sinai sempre presente dietro alla costa, dallo stile Na'ama Bay !!!architettonico, che dove non è proprio in armonia, almeno è limitato a due piani di altezza. E comunque lo sviluppo che ha toccato la sola fascia costiera, lascia ancora molto spazio: il Sinai è enorme.
Nel punto di massima diffusione turistica, la baia di Na'ama, il mare riesce ancora ad esprimersi con dei bei colori che vanno dalla trasparenza al blu profondo, ancora si nuota in un'acqua limpida rarissima sui nostri mari, lo snorkeling permette di vedere una fauna alcuni pesci e sulla spiaggia gli ombrelloni sono ancora a distanza di sicurezza gli uni dagli altri, in modo tale da non fare rimpiangere la spiaggia libera. Insomma c'è ne abbastanza da giustificare una partenza intelligente, se poi nel periodo invernale, una vera manna per chi ha detto "basta" ai rigori dell'inverno.
Questo è quello che speravo di incontrare, ma ancora meglio è stata la sorpresa di vedere un posto non troppo straziato, considerando che Sharm-el-Sheikh fu creato dal nulla per portarci i turisti.
Sharm, per via della posizione strategica offre un interessante ventaglio di tour, effettuabili in giornata, o meno opportunamente in qualche giorno, tuttavia anche le classiche passeggiate nel deserto portano la loro suggestione. Già il deserto... gli impiegati assuefatti agli stupefacenti uffici milanesi penseranno che nel deserto non c'è nulla, sbagliandosi di maledetto, perché nel deserto c'è tutto quello che serve per rinascere: lo spazio cancella ogni gabbia intorno alle nostre reali dimensioni spirituali.
Lo spazio lascia libera l'immaginazione, lo spazio crea un'enorme palcoscenico naturale, dove la natura modella forme ed immagini di bellezza irraggiungibile ed inimmaginabile anche dal più grande artista, le albe ed i tramonti ridicolizzano nella loro maestosità qualsiasi arte umana.
I beduini, che ancora oggi vivono nel deserto rifiutando l'integrazione (con quelli che loro chiamano 'gli egiziani') sembrano dei mitici personaggi di un altro pianeta, quando ne incontriamo qualcuno vagante sul dromedario sembra di trovarci di fronte ad un'anomalia suggestiva, una stranezza nel mondo contemporaneo. Ma vi rendete conto, c'è gente che vive nel deserto, attraversa il deserto, ed il Sinai non è la pianura padana (!), senza perdersi e senza fretta. Sono lori gli 'strani' o noi che bivacchiamo sui mezzi pubblici o agli svincoli autostradali, ogni giorno per recarci in ufficio con grande soddisfazione?
Curvaaaaaaa !!!Viaggiare su quelle strade, tra Sharm, Dahab e Sainte Katerine mi ha fatti rivivere certe esperienze, mi ha ridato la sensazione di esploratore che da un po' era sopita.
Sono veramente uno spasso le strade in certi ambienti, dritte dritte, e poi curve improvvise, panorami in cinemascope, asfalto improbabile, sussulti continui, autisti fenomeni, sorpassi da record. Già, solo un assaggino, essere portato in giro non è proprio ciò che intendo per viaggiare, e di questi tempi non è il caso di fare un blitz e dirottare l'autobus... specie in Medioriente!
Il monastero di Santa Caterina giace nel mezzo della vallata che porta al Monte Sinai, luoghi biblici dunque. L'immagine del luogo è tipicamente biblica, prevale il giallo ocra, il marrone chiaro, il misto sabbia/roccia, il sole invernale è limpido e diretto, quasi scotta, mentre all'ombra ti manca subito (siamo a 1200 mt.)!
La chiesa, i rifugi dei monaci ortodossi, la cittadella che ne consegue sono racchiusi dentro un muraglione quadrato di tre metri di spessore, si sa mai, in epoca medievale, chi poteva capitare fuori dalla porta! L'interno della chiesetta è magnificamente affrescato, e pieno di icone, tipiche dell'arte religiosa ortodossa. Da non mancare la visita all'ossario, dove sono raccolte le ossa di tutti i monaci deceduti nei secoli, migliaia, per via della difficoltà di seppellire i corpi in un ambiente prevalentemente roccioso.
Al pomeriggio, lungo la strada si fa sosta a Dahab, località amena a meno di turisti, da quando la fama di Sharm ha fatto il giro di mezzo mondo. Dahab diventò famosa come ritrovo hippies durante i seventies. A tutt'oggi nella sua parte a nord è rimasto un vago, ma vago, sapore di questa cultura, che a me è apparso tenuto in vita più che altro per dare un motivo, uno scopo, una storia, una scusa per farci venire ancora qualcuno. La mia visita è stata rapida, ma il sapore che ne ho colto era più di decadenza che altro, e comunque ciò che conta, il mare, è squallido se paragonato a Sharm.
Ma cosa fare tutto il giorno a Sharm? Sottolineiamo innanzi tutto la temperatura media a 25°, mentre da noi, poveri cristi, in questi giorni non andiamo che qualche grado sopra lo zero... non so se mi spiego, il 25 dicembre invece di passare tutto il giorno a tavola, ho distribuito il tempo tra 1) nuotate di superficie, 2) snorkeling di superficie con puntate a -2 metri, 3) sunbathing e spalmatura di crema. Attività queste, noterete bene, alquanto inusuali nel mese di dicembre, perciò alquanto soddisfacenti... ah come mi manca la neve, il caminetto acceso, il tepore casalingo tipico del nostro inverno...
Si dice in giro che a Sharm e dintorni ci siano i più bei reef del mondo, beh sfatiamo un po' questo mito, la barriera corallina del Belize ad es., è tutt'altra roba, diciamo che qui è solo meglio che qualsiasi nostro mare europeo, almeno ti sfido a trovare l'acqua a 20° alle nostre latitudini... Anche se... fuori dalla baia di Na'ama ti può capitare di entrare in correnti a 7/8°, freddissime, bastardissime, incanalate in mezzo ai coralli, dalle quali puoi liberarti solo nuotando più velocemente. Ma che soddisfazione avere provato anche questo brivido (gelido).
Questo succede in particolare al parco naturale di Ras Mohammed, dove la bellezza del reef e del mare è davvero da favola. Ti capita di nuotare ½ metro sopra i coralli e trovarti all'improvviso in acque profonde 20 mt, dove la barriera fa un muro di vita e colori infiniti.
E che dire della serata egiziana? Classico deja vù dei tour operator, tutto sommato buono, dove trovare cucina internazionale o peggio italiana, in giro per il mondo, sono cose per cui chiederei un rimborso, che faccio a fare 4000Km per ritrovarmi la stessa roba che mangio a casa? Invece no, la gente è veramente strana... vuole mangiare italiano dall'altra parte del mondo, vedere la tv italiana, parlare italiano... ma che viaggiano a fare? E pensare che è una delizia la cucina araba, un po' saporita, ma suvvia per una settimana...
All'ultimo una buona notizia, almeno quasi: tre ore di ritardo per il viaggio di ritorno, e questo significa recupero della mattinata in spiaggia (tri-gulp), così la botta caldo-freddo sarà ancora peggiore!
Poi, ebbene poi, arriviamo a MXP-T2, gulp, ci sono 5° e mi sembra l'inferno!
 
 

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