Inverno al freddo? NO GRAZIE !!!
EGYPT
 Sharm-El-Sheikh  2001

Winter season

Sono in strada al mattino presto, mooolto presto, mentre vado a prendere David, scorgo i termometri lungo la strada, indicano -6/7°, sulla spianata di Malpensa anche -8/9!
Da tempo penso che sia cosa da pazzi vivere l'inverno a queste latitudini: vedo folle di sciatori che dalle code metropolitane passano alla code agli ski-lift, e mi sembrano solo dei praticanti della teoria del tanto peggio tanto meglio... cioè estremizziamo il freddo, se in città fa freddo, facciamogliela vedere noi, andiamo ancora più al freddo. Pazzi.
Anche se la mia reazione è stata altrettanto radicale: "Fanculo a tutti, io vado a Sharm!"
Ci si mette il solito contrattempo, quasi una regola quando c'è di mezzo alitaglia (sempre bravi a scaricare le colpe su Malpensa, vero furbetti romani?), e con tre ore di ritardo partiamo, comunque, Sharm o morte era il mio pensiero, e poi il mio abbigliamento era già leggero, se tornavo indietro, congelavo!
Così in meno di un paio d'ore siamo sopra Alessandria, non alle porte delle Langhe, ma bensì sulle coste mediterranee dell'Egitto. Ho detto mediterranee? Ma che diamine, mare ancora troppo freddo per i miei gusti. Ancora più giù. Attraversiamo il Nilo, ma quale visione! Una larga striscia verde in mezzo al giallo ocra spento del Sahara 24 dicembre 2001 !!!orientale, e mi spiego ora ciò che la mia maestra mi diceva a scuola, che il Nilo era una vera manna, e solo grazie a lui s'è sviluppata la civiltà in Egitto, grazie alla navigazione, l'acqua ed il limo, che fertilizza la terra rendendo il miracolo della vegetazione nel deserto che più deserto non si può.
Ma che verde quel verde! Poi, blu, profondo, il blu del Mar Rosso, siamo sotto al canale di Suez, ma questo mare accidenti, è blu, molto blu, non rosso!
Il 737 si abbassa, l'aria tersa rende limpida e luminosa la visione, e quando l'aereo si allinea per l'atterraggio, la vista della costa intorno a Sharm-El-Sheikh è sublime: passiamo proprio sopra a Ras Mohammed, il famoso parco naturale dove si trova la più bella barriera corallina, e dove godiamo, si proprio godiamo del contrasto di colori, di soli due colori, dal blu profondo al giallo acceso, ma con un contrasto mai visto!
E si, noi amanti, intenditori del mare, dico del Mare e non intendo quello di Rimini, noi si che sappiamo cosa vuol dire il mare con le sfumature dal blu all'azzurro chiaro, sappiamo la gioia che dà l'immersione nell'acqua trasparente, quella dove distingui bene i bikini anche a trenta o quaranta metri...
Usciamo dall'aereo, scendiamo, Dio mio e suo (Allah, nda), ci saranno 22° e sono quasi le quattro! Vorrei baciare il suolo di questo angolo di paradiso. Una cosa è certa: non so cosa mi aspetti in paradiso, ma sicuramente non andrà mai sotto i 18°, e se nevica, sarà neve a 20° per Giove! E L'unico ghiaccio esistente sarà quello usato per farmi il cuba libre!
Già nell'atrio degli arrivi ci attende il personale egiziano del nostro tour operator. Sono sempre stato avverso a viaggiare con intermediari tra me e il mondo; ma questa vacanzina non è proprio un viaggio, anzi, partii all'insegna del fancazzismo, insomma non voglio impegnarmi nemmeno mentalmente, anzi la mia mente deve essere libera di assaporare solo beatitudini a queste longitudini (m'è venuta così, la rima).
Ero stato avvisato della presenza, innocua ma fastidiosa, di numerosi portatori abusivi di valigie, così li dribblo tutti fino al pullman, non così per David, che vedo arrivare beato con il suo sherpa-egiziano, a cui dovrà allungare la mancia.
Così il nero pullman parte, accendendo il condizionatore... Dio mio e suo, ma vi rendete conto, il condizionatore acceso sul freddo, al 22 dicembre alle 4pm!!! Ma in che razza di posto viviamo noi, che a quest'ora sarà già ampiamente sottozero?
Accendo il Gsm alla ricerca di una rete amica in roaming, amica sto' c.... quando scoprirò il costo delle telefonate, e quando inizio a ricevere gli sms della zia, una zia pericolosa da quando gli ho insegnato a messaggiare, con 160 caratteri può chiedermi tutto in una volta, invece che mandarmi 8 sms per chiedermi di tempo, temperatura media e massima, e condizioni di volo!
Dall'aeroporto si arriva subito ai primi insediamenti alberghieri, mega complessi tutto sommato ben integrati nel panorama; siamo ancora lontani, per fortuna, dallo scempio di posti come Cancun, anche se un simile insediamento urbano 'artificiale' è stato e sarà micidiale per l'ambiente sottomarino, in inesorabile declino anche a decine di km di distanza.
Tutto sommato si respira aria di Egitto o meglio di 'Middle East', a differenza della Cancun americanizzata ed implasticata, qui l'originalità del posto è rimasta, o forse è solo meglio gestita, ci si accorge subito dal tipo di traffico, dal panorama delle montagne del Sinai sempre presente dietro alla costa, dallo stile Na'ama Bay !!!architettonico, che dove non è proprio in armonia, almeno è limitato a due piani di altezza. E comunque lo sviluppo che ha toccato la sola fascia costiera, lascia ancora molto spazio: il Sinai è enorme.
Nel punto di massima diffusione turistica, la baia di Na'ama, il mare riesce ancora ad esprimersi con dei bei colori che vanno dalla trasparenza al blu profondo, ancora si nuota in un'acqua limpida rarissima sui nostri mari, lo snorkeling permette di vedere una fauna come se piovessero pesci (!), e sulla spiaggia gli ombrelloni sono ancora a distanza di sicurezza gli uni dagli altri, in modo tale da non fare rimpiangere la spiaggia libera. Insomma c'è ne abbastanza da giustificare una partenza intelligente, se poi nel periodo invernale, una vera manna per chi ha detto "basta" ai rigori dell'inverno.
Questo è quello che speravo di incontrare, ma ancora meglio è stata la sorpresa di vedere un posto non troppo straziato, considerando che Sharm-el-Sheikh fu creato dal nulla per portarci i turisti, ed il fatto di avere mantenuto una sua personalità ed una sua dimensione 'umana' lo allontana dai luoghi del turismo tipo 'allevamento di gallina' come appunto la disumana Cancun, o certe amene ma insipide località spagnole.
Sharm, per via della posizione strategica offre un interessante ventaglio di tour, effettuabili in giornata, o meno opportunamente in qualche giorno, tuttavia anche le classiche passeggiate nel deserto portano la loro suggestione. Già il deserto... gli impiegati assuefatti agli stupefacenti uffici milanesi penseranno che nel deserto non c'è nulla, sbagliandosi di maledetto, perché nel deserto c'è tutto quello che serve per rinascere: lo spazio cancella ogni gabbia intorno alle nostre reali dimensioni spirituali.
Lo spazio lascia libera l'immaginazione, lo spazio crea un'enorme palcoscenico naturale, dove la natura modella forme ed immagini di bellezza irraggiungibile ed inimmaginabile anche dal più grande artista, le albe ed i tramonti ridicolizzano nella loro maestosità qualsiasi attività umana.
I beduini, che ancora oggi vivono nel deserto rifiutando l'integrazione (con quelli che loro chiamano 'gli egiziani') sembrano dei mitici personaggi di un altro pianeta, quando ne incontriamo qualcuno vagante sul dromedario sembra di trovarci di fronte ad un'anomalia suggestiva, una stranezza nel mondo contemporaneo. Ma vi rendete conto, c'è gente che vive nel deserto, attraversa il deserto, ed il Sinai non è la pianura padana (!), senza perdersi e senza fretta. Sono lori gli 'strani' o noi che bivacchiamo sui mezzi pubblici o agli svincoli autostradali, ogni giorno per recarci in ufficio con grande soddisfazione?
Curvaaaaaaa !!!Viaggiare su quelle strade, tra Sharm, Dahab e Sainte Katerine mi ha fatti rivivere certe esperienze, mi ha ridato la sensazione di esploratore che da un po' era sopita.
Sono veramente uno spasso le strade in certi ambienti, dritte dritte, e poi curve improvvise, panorami in cinemascope, asfalto improbabile, sussulti continui, autisti fenomeni, sorpassi da record. Già, solo un assaggino, essere portato in giro non è proprio ciò che intendo per viaggiare, e di questi tempi non è il caso di fare un blitz e dirottare l'autobus... specie in Medioriente!
Il monastero di Santa Caterina giace nel mezzo della vallata che porta al Monte Sinai, luoghi biblici dunque. L'immagine del luogo è tipicamente biblica, prevale il giallo ocra, il marrone chiaro, il misto sabbia/roccia, il sole invernale è limpido e diretto, quasi scotta, mentre all'ombra ti manca subito (siamo a 1200 mt.)!
La chiesa, i rifugi dei monaci ortodossi, la cittadella che ne consegue sono racchiusi dentro un muraglione quadrato di tre metri di spessore, si sa mai, in epoca medievale, chi poteva capitare fuori dalla porta! L'interno della chiesetta è magnificamente affrescato, e pieno di icone, tipiche dell'arte religiosa ortodossa. Da non mancare la visita all'ossario, dove sono raccolte le ossa di tutti i monaci deceduti nei secoli, migliaia, per via della difficoltà di seppellire i corpi in un ambiente prevalentemente roccioso.
Al pomeriggio, lungo la strada si fa sosta a Dahab, località amena a meno di turisti, da quando la fama di Sharm ha fatto il giro di mezzo mondo. Dahab diventò famosa come ritrovo hippies durante i seventies. A tutt'oggi nella sua parte a nord è rimasto un vago, ma vago, sapore di questa cultura, che a me è apparso tenuto in vita più che altro per dare un motivo, uno scopo, una storia, una scusa per farci venire ancora qualcuno. La mia visita è stata rapida, ma il sapore che ne ho colto era più di decadenza che altro, e comunque ciò che conta, il mare, è squallido se paragonato a Sharm.
Ma cosa fare tutto il giorno a Sharm? Sottolineiamo innanzi tutto la temperatura media a 25°, mentre da noi, poveri cristi, in questi giorni non andiamo che qualche grado sopra lo zero... non so se mi spiego, il 25 dicembre invece di passare tutto il giorno a tavola, ho distribuito il tempo tra 1) nuotate di superficie, 2) snorkeling di superficie con puntate a -2 metri, 3) sunbathing ed spalmatura di crema. Attività queste, noterete bene, alquanto inusuali nel mese di dicembre, perciò alquanto soddisfacenti... ah come mi manca la neve, il caminetto acceso, il tepore casalingo tipico del nostro inverno... minchia, se non fosse che gli egiziani sono più seri di noi, starei qui a fare il lavavetri!
Si dice in giro che a Sharm e dintorni ci siano i più bei reef del mondo, beh sfatiamo un po' questo mito, la barriera corallina del Belize sulla quale ho snorkelato, è tutt'altra roba, diciamo che qui è solo molto meglio che qualsiasi nostro mare europeo, almeno ti sfido a trovare l'acqua a 20° alle nostre latitudini... ho detto 20°? Mastica... fuori dalla baia di Na'ama ti può capitare di entrare in correnti a 7/8°, freddissime, bastardissime, incanalate in mezzo ai coralli, dalle quali puoi liberarti nuotando meglio di un pesce o suicidandoti all'istante. Ma che soddisfazione avere provato anche questo brivido (gelido).
Questo succede in particolare al parco naturale di Ras Mohammed, dove la bellezza del reef e del mare è davvero da favola. Ti capita di nuotare ½ metro sopra i coralli e trovarti all'improvviso in acque profonde 20 mt, dove la barriera fa un muro di vita e colori infiniti.
E che dire della serata egiziana? Sarà un classico deja vù dei tour operator, ma la cena era davvero buona, poi per un viaggiatore incallito come mè, non c'è niente di più assurdo che trovare cucina internazionale o peggio italiana, in giro per il mondo, sono cose per cui chiederei un rimborso, che faccio a fare 4000Km per ritrovarmi la stessa roba che mangio a casa? Invece no, la gente è veramente strana... vuole mangiare italiano dall'altra parte del mondo, vedere la tv italiana, parlare italiano... ma che viaggiano a fare? Perché non vanno alle terme? E pensare che è una delizia la cucina araba, un po' saporita, ma suvvia per una settimana... mah, meno male che si mangiava davvero bene, i cuochi egiziani ci sapevano fare con la cucina straniera (gulp!) Anche se, mi chiedo come diavolo fanno a rifiutare l'alcool, riescono pure a produrre un eccellente vino, e mastica, sono andato in crisi d'astinenza senza vino, senza qualche bicchierino di Bacardi... meno male che c'era la cucina internazionale con gli alcoolici a prezzo triplicato!
All'ultimo una buona notizia, almeno quasi: tre ore di ritardo per il viaggio di ritorno, e questo significa recupero della mattinata in spiaggia (tri-gulp), così la botta caldo-freddo sarà ancora peggiore!
Poi, ebbene poi, arriviamo a MXP-T2, il pirlota si lamenta che il personale dello scalo non ha ancora portato la scala per scendere (sempre colpa di Malpensa, vero furboni romani?).
Gulp, ci sono 5° e mi sembra l'inferno! Fa cosi' freddo che prenderei un lanciafiamme per fare un gelocidio.
 
 

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© Fabrizio Ronzi 2004


 

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