UN MUSEO A CIELO APERTO SI ESTENDE SULLE SPONDE DELLA MOLDAVA, DA MALA STRANA A STARE MESTO, ATTRAVERSO IL PONTE CARLO SFILANO TUTTI GLI STILI ARCHITETTONICI, DAL GOTICO AL CUBISMO, PASSANDO PER IL BAROCCO, IL NEOCLASSICO, E LO SPLENDIDO SECESSIONISMO...
PRAHA 2001

Il percorso era quello più ovvio, attraversare verso nord la Svizzera, entrare nel lembo di Vorarlberg austriaco, poi nell'estremità est del Baden-Wurttemberg, per giungere a Monaco e procedere leggermente verso nord-est per giungere al confine ceco.
Presto a dirlo, e tutto sommato nemmeno tanto a farlo, quelle autostrade sono scorrevolissime, costano un'inezia rispetto al taglieggio delle Autostrade.it, e, non ultimo hanno il vantaggio di essere poco trafficate, e così partiamo una domenica mattina di mezzo agosto, pochi km ed a Chiasso siamo già in Ticino, in poche ore spazzeremo via il San Bernardino, Bregenz in Austria, giungeremo a Monaco di Baviera poco dopo mezzodì e saremmo alla tappa fissata di Regensburg per il mezzo pomeriggio.
Regensburg, detto Ratisbona, è un simpatico villaggio universitario sulle rive del Danubio, ha un bel centro storico, ed alcuni manifesti della proloco lo definiscono: "la più italiana città tedesca"... oibò che è? Sono andato via apposta.
Ma la simpatica cittadona si presenta ben teutonica, come il simpatico albergatore che ci affitta la camera, l'atmosfera è tale che iniziamo a smussarsi gli angoli della squadrata Germania, e già qui siamo in Baviera!
Mi tocca tuttavia, in nome di questa non meglio definitiva italianità teutonica, cenare da Tino, simpatico ristoratore mediterraneo, che tenta di proporre la cucina d'origine, ma ovviamente è costretto all'imposizione di equalizzazioni dei gusti. Non male tuttavia, anche se è confermata la mia regola di evitare la cucina italiota all'estero... se solo sapevo che sulle rive del Danubio v'era una simpatica locanda, una specie di Octoberfest in scala ridotta (ridottissima) con servizio al volo di birre e wurlstel!

Mala Strana by night...Il mattino seguente, siamo in strada di buon'ora, ancora un buon trecentinaia di km ci separano dalla meta. Siamo sulla corsia delle favolose antistress autostrade tedesche, dove si fila a 130 sulla corsia normale e... come si può sull'altra, ma potete star certi che mai nessun coglione s'interporrà sulla corsia centrale!
Fu così che la brava Bravo rapidamente ci condusse al confine germo/ceco dove i doganieri cechi ci guardarono i passaporti senza notare nulla di sospetto, come fossero cechi, cosicché eccoci sfrecciare sulle sconosciute autostrade ceche verso la meta, ormai a metà distanza.
Al 'Tourist Board' una bionda ceca che ci vedeva benissimo e noi altrettanto, ci proponeva una sistemazione nel suo appartamento in affitto, ma noi fedeli al motivo culturale che ci aveva mosso, preferimmo una sistemazione più centrale... (?) Cosi prenotammo al Hotel Bonn che tanto centrale non era, ma fa niente che tanto fungeva allo scopo e costava poco; già nel pomeriggio fummo in grado di muoverci, in tram, verso il city center.
Usciamo sulla Vaclavske Namesti dal suo lato più elevato, questa bella ed immane piazza stupisce il viaggiatore imponendosi con la sua estensione di 700 mt., in sostanza un lungo viale allargato, dove la statua di San Venceslao impone la sua santità troneggiando davanti al Museo Nazionale, da qui si ha già un assaggio del livello archittetonico di Praga, difficilmente eguagliabile, architetture liberty e neoclassiche si contendono il panorama in una continuità urbanistica che riposta fasti d'altri tempi, tempi lontani, offuscati dai 40 anni dell'anacronismo socialista, oggi solo un brutto ricordo.
Dal basso di questa estesa piazza, si penetra nell'enorme centro storico pedonale, esteso sulle due sponde della Moldava e collegato dal leggendario Ponte Carlo, che unisce i quartieri di Mala Strana e Stare Mesto, non solo fisicamente, ma anche in una continuità storica che passa dal medioevo al primo novecento. E come si può non notare che il susseguirsi di capolavori architettonici ci conduce per mano attraverso i periodi dorati dell'arte mitteleuropea e quindi mondiale, portandoci per mano dall'imponente gotico della cattedrale di San Vito, attraverso il rinascimentale palazzo reale, con qualche spruzzata di romanico della Basilica di San Giorgio, scendiamo poi verso la Moldava, c'introduce nel rinascimento profondo sfociando sull'altra sponda nel neoclassicismo seguito a ruota libera dal (poco) barocco, e sfociando trionfante nel piatto forte praghese: la Secessione, che qui, architettonicamente ha avuto la sua massima espressione, lascerà un raro senso di bellezza monumentale nel visitatore, ed intorno notiamo sparsi delle splendide facciate curate in puro stile Cubista, altrettanto intrigante, seppur meno coinvolgente del Liberty secessionista.
 


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