L’isola
che non c’è
|
L’isola che non c’è.
La chiameremo così, voglio che rimanga nella
non-notorietà, all’estremità del turismo di massa che potrebbe solo offenderne
lo spirito e fracassarne l’armonia.
E’ quasi bizzarro, non si può non
notarla con i suoi 50km di coste, con la sua posizione a crocevia tra lo Ionio
e l’Egeo, tra il Peloponneso e Creta, eppure si è salvata dalle invasioni del
turismo invasivo di Rodi, tamarro di Mykonos, proletario di Creta.
Forse per le sue coste ripide, le
piccole spiagge e la conseguente impossibilità di costruirci mostri alberghieri
del turismo all-inclusive, forse per la sua natura vera, perciò selvaggia,
arida, afosa, battuta da venti impetuosi quando impetuosi vogliono
esserlo, sarà quel che è stato, ma è stato bene, dalla Lombardia occorre quasi un
giorno per raggiungerla tra vari cambi aerei, due giorni per andarci via ferry,
ma ne vale il viaggio.
Il tragitto dalla squallida Atene, sorvolando a bassa quota l’Egeo centrale è
già uno spettacolo unico: passano una dopo l’altra le Argo-Saroniche,
sorvoliamo Hydra, e la cittadina ad anfiteatro che si presenta sotto è un
invito alla prossima visita in Grecia, quella Grecia splendida e nostrana,
luminosa e abbagliante, calda e ventilata, dalla cucina sorprendente e
fantastica, quella che non esiste più nel turismo attuale, ma che noi invece…
Atterriamo nel piccolo aeroporto
con un poco di ritardo, l’aria calda ci investe
letteralmente, siamo nel bel mezzo della macchia mediterranea, su un’isola non
proprio piccola dove nelle aree centrali la brezza marina non arriva del tutto.
In poco tempo arriviamo al hotel, nel cuore della splendida città vecchia costruita
alle spalle del forte veneziano, e da quassù scorgiamo già uno dei più belli
panorami dell’area ellenica: la Chora sotto il castello dei Venieri, posto a
strapiombo a dominare sull’insediamento costiero dei vecchi pescatori, Kapsali,
splendidamente adagiata su due anse gemelle, colori pastello, contrasti forti,
dal bianco lucente all’azzurro del mare.
Alloggiamo all’Hotel Margarita, un palazzo d’epoca in stile riadattato a hotel, posto strategico nel cuore della città vecchia, gestito da due simpatici ragazzi francesi.
Eh la solita Grecia… già, ma che meraviglia,
che luce, che spettacolo, che serenità, e soprattutto una volta che ci sei
dentro, alla Chora al castello a Kapsali, è tutto vero, non è
la solita copertina deja-vù dei depliant dei tour operator, dentro è vita
vera, non di plastica, capisci, anzi senti il valore autoctono del luogo e
della comunità.
Forse, anche o soprattutto per il
cibo, eh sì, eh già la cucina greca non si ferma al moussakà ma è un turbinìo di scoperte, un vero ambasciatore della
cultura e della storia, qui legata ai sapori della terra, dove stranamente il
mare è relegato in secondo piano, a semplice alimento da ‘grigliare’, a
testimone di come la storia di quest’isola è incentrata all’interno più che sulla
costa. A partire dalle cose più semplici, il cibo è un’esperienza sensoriale
legata agli alimenti -ovvio- ma in grado di sedurci con sapori dimenticati e
addirittura sconosciuti, tanto ne siamo distanti nel nostro mondo
industrializzato, omologato anche nel cibo, mentre qui sono proprio le cose più
semplici a stupire: mai sentito il vero gusto della patata, spinaci, coste?
Stupore di fronte alla bontà delle verdure arrivate poche ore prima dall’orto,
coltivate in ambienti incontaminati (biologico è un termine astratto poiché non
esiste il suo contrario), in terre calcaree e in aeree mediterranee da cui gli
aromi minerali e balsamici, perfettamente riscontrabili nel vino locale, il
Petrolianos, sapori tipici dell’area egea.
Figuriamoci il resto, quando questi
ingredienti fanno parte della creatività delle genti in cucina e diventano pane fritto, involtini di carne in foglie di vite,
bruschette di feta, gamberi feta e pomodoro, e via dicendo con delizie che ogni
giorno affascinano e conquistano il viaggiatore gourmet. Da notare che costa pressoché
uguale mangiare in un ristorante o fare la spesa!
Da citare e segnalare questi
atelier del gusto: Philio a Kalamos su tutti, un posto
da ricordare tra le vette delle mie esperienze, poi eccellente Sotiris ad Avlemonas,
un ricordo di sea-food memorabile, Hydragogio a Kapsali.
Poi il rustico a nord dell'isola dove sacrifichiamo un’aragosta da un kg, e pure
l’immancabile Zorba’s Taverna a Chora è in grado di aggiudicarsi
una piena sufficienza. E i sorprendenti locali
nella piazzetta di Chora, dove le delizie del dopocena si chiamano kaimaki e
baklava, e metaxa…
Tuttavia la nostra vacanza è anche
culturale, nonostante ci definiamo gastronauti d’eccellenza, e su quest’isola-che-non-cè abbiamo trovato un paradiso, sia nei
piccoli villaggi, sia negli scorci naturali.
Tre i siti spettacolari, i
monasteri di Aghia Moni e Aghios Georghios sulla sommità della montagna con una vista più
mozzafiato che mai, gli ultimi due praticamente sopra
Diakofti che con la sua spiaggia caraibica colpisce la fantasia di un atleta
come me, campione di beaching e sun-bathing.
E tra monasteri, chiese e chiesette a centinaia, due più
mistici che mai: Monenvassia e San…, il primo famoso per essere stato eretto
nel luogo del ritrovamento dell’icona della Madonna, ormai icona
dell’isola, il secondo per essere stato il ritiro spirituale di San Giovanni, letteralmente
scavato nella roccia sopra a Kapsali e ben visibile dal mare.
E appunto chiese e chiesette in ordine sparso, spuntano
nella roccia, nella campagna, bianche e splendenti, abbaglianti, all’interno
semplici e modeste, sempre aperte e contenenti arredi ed icone bellissime che
nessuno si sogna di toccare.
Altro luogo altra storia, siamo
nel 1100, ci ribalta indietro la città rupestre di Paliochora purtroppo chiusa
al pubblico ed in semirovina, un sito di suggestione unica arroccato su una collina
rocciosa su pareti scoscese con canyon minacciosi. Così si nascondeva dai pirati
ed incursori sconosciuti, ma il cattivissimo Barbarossa la scovò e fece tutto a
pezzi.
Tra gli insediamenti oltre al
capoluogo, il paesino più affascinante è Avlemonas, come dire una spennellata
bianca, un barattolo di vernice caduto tra il mare e la collina, un
luogo dove la tranquillità è imposta dalle condizioni, lontano da tutto, solo
mare, ristorantini, caldo e brezza marina e… bianco! Come dimenticare il giro
di piatti di pesce da Sotiris?
Abbiamo già citato Diakofti, oggi
solo un luogo di passaggio per l’attracco dei traghetti, ma l’ansa con la
spiaggia è un magnifico colpo d’occhio, un pezzo di Caraibi incastonato nell’Egeo
come uno smeraldo nell’oro, con l’aqua più cristallina dell’isola. Così ci si
può solo immaginare cosa deve essere la vicina Elafonissos, tutta spiagge
sabbiose, tutta villaggi di pescatori…
La costa ovest,
quella protesa verso lo Ionio, è notevolmente più selvaggia, anche se
meno battuta dai venti, poche sono le spiagge disponibili, o almeno accessibili
attraverso ripide e spettacolari strade una di queste è la piccola e graziosa …
vicina al capoluogo.
Il villaggio di Milopotamos è sicuramente il più bel luogo dell’interno, carino,
accogliente, ma soprattutto ci porta alla zona archeologica fortificata di …..
bellissima e suggestiva aerea di origine veneziana, situata su una sommità con
viste bellissime, e proseguendo oltre si arriva alla bella spiaggia di … ma
soprattutto alla grotta di …. Dove all’interno è stata
scoperta una chiesa del 1100. Da non perdere. Continuando poi per la
spiaggetta di … si attraversa una zona selvaggia di
rara bellezza, e la stessa spiaggetta è di un’atmosfera d'altri tempi che più
altri non si può!
Ma vogliamo parlare di spiagge? La natura morfologica
dell’isola, rocciosa e montuosa, fa si che le spiagge
si formino per lo più come calette nell’intercalare di speroni rocciosi, è così
che abbiamo autentiche meraviglie come Kaladi, Vrulea e mentre Kombonada e …. Dispongono
di un ampio litorale sassoso. A nord già detto del magnifico colpo
d’occhio sabbioso di Diakofti, mentre proprio in fronte al Peloponneso … ex
approdo dei traghetti, offre lunghi litorali di fine
ghiaia, ma con fondale meno belli. Il mare è di un limpido pulito azzurro
smeraldo a degno complemento dell’insieme panoramico.
All along the isle, percorriamo
alla fine 850km, che è un bel viaggiare su un’isoletta di 50km di coste, e che viaggiare
senza semafori e parcheggio libero! Pure la sciura Caterina del B&B che ci
ha ospitato rimane stupita da si tanto viaggiare che
probabilmente gli isolani riescono a percorrere in un anno.