IRLANDA  1989

La terra promessa di chi avverte spesso la sensazione di essere già vissuto nella celtic area. E si sente IL VERDE IRLANDESEmeglio che a casa quando dentro ad un pub o sopra alla scogliera con il vento sferzante che sibila tutt'intorno e porta il profumo salmastro del mare lanciato fin quassù dallo spumeggiare della cresta di un'onda atlantica di un mare blu scurissimo su cui gioca un sole psichedelico tra le persistenti nubi accidenti si è rotto il tasto della virgola.
Irlanda quindi, magnifico viaggio sull'isola verde smeraldo, già il verde, ve lo ricorderete per la persistenza di quell'intensità scura in ogni posto che vi trovate, lascia il ricordo così come l'odore di tostato che permane tutt'intorno alla Guinness factory di Dublino.
Ecco i tre intrepidi che lasciano l'aeroporto a bordo della Renault 9 con guida a destra... era bastato sentire dire all'addetto dell'Accomodation che avremo trovato il nostro B&B sotto ad una enorme pubblicità "Drink Guinness" per renderci subito entusiasti; fortunatamente un cortese dubliner ci accompagnò all'indirizzo che avevamo subito dimenticato...
Il tour prosegue per 3500 Km intorno all'isola, toccando le classiche mete del "Kerry" e del "Donegal", spingendoci fino nell'Ulster dove subiamo una eccitante perquisizione dei cattivi militari inglesi cotanto di armi puntate contro. Già tre boys su di un'auto con targa Irish destano sospetti nei dintorni di Londonderry, non ci avevamo pensato presi da altre faccende. Consiglio la visione di "In nome del padre" e "Michael Collins", films istruttivi sui generis.
Inishmore, a picco sull'AtlanticoMa dove eravamo rimasti? Dopo che quell'antipatico ha finalmente tolto la mia testa dal mirino del suo gun, proseguiamo cantando give peace a change e visitiamo Londonderry, anzi Derry, prima che gli inglesi ne cambiassero il nome, e poi la "Giants Causeway", incredibile scogliera derivata da una colata lavica di migliaia di anni fa, che a contatto con il mare si è solidificata originando un'intersezione di prismi esagonali stupefacenti.
A tutt'oggi devo riconoscere come uno dei posti più belli che ricordo di avere visitato rimangono le isole Aran, al largo di Galway, raggiunte dopo ca. due ore di navigazione sulla "luxuriousy ship", così definita dal locale ufficio del turismo. Quella mattina l'Atlantico era in 'pessime condizioni' degne dell'appellativo di Oceano, e la barchetta nonostante i suoi 20 mt. saltava sulle onde, infilando la prua nell'onda successiva come se dovesse essere inghiottita dal mare: indimenticabile esperienza, oltre a quasi tutti i passeggeri, anche qualche membro dell'equipaggio tirava su la sostanziosa irish breakfast, io resisitivo come un vero irish...
Giunti ad Inishmore ci incamminiamo per la piccola isola, bassa con bellissime spiaggie ad est, mentre il terreno sale verso ovest, fino al punto in cui, a pochi metri dal prato dove pascolano le pecore, come un taglio netto, come nel tiramisù, si crea uno strapiombo di centinaia di metri, e sotto, il mare, violento e potente, che reclama la sua supremazia sulla terraferma, sollevando immani ondate bianche contro la scogliera scura che si erge verticale a baluardo di difesa dell'insediamento umano.

 

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Aran Islands



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